La tua vera, disciplinata libertà

La libertà è una cosa più complicata dei “diritti”, la libertà è una forma di disciplina. C’è un aneddoto che mi è sempre piaciuto: ti prendo, ti butto in mezzo al deserto e ti dico “vai, sei libero”. Tu non sei libero, anche se in apparenza lo sei. Per essere libero dovresti conosce le oasi più vicine, sapere dove andare, saperti orientare. Oggi l’uomo è disorientato. Ma questo disorientamento lo chiama “libertà”. Bisogna al contrario essere consapevoli di com’è questo mondo, per tracciare un sentiero che è la tua vera, disciplinata libertà.

Giovanni Lindo Ferretti

Airone in giardino

2019.09.01.Airone in giardino

L’Airone

Quasi non riuscivo a crederci ma ci sono tante poesie sugli aironi in internet: in rima baciata, senza rima, più o meno belle o intelligenti.

Ma ancor più sorpresa è trovarsene uno vero in carne e ossa in giardino a otto metri di distanza da me. Sta diventando quasi una tradizione visto che si ripete più volte nel corso dell’anno. Sarà lo stesso animale che si è affezionato?

Tu sei un bene per me

Abbiamo  impiegato secoli,  millenni,  per  costruire  una  forma  di  vita  buona,  e  buona  per  tutti.  Alzarsi  la  mattina, aprire  la  finestra,  prepararsi  il  caffè,  andare  al  lavoro,  incontrare  altre  facce  come  la  nostra, occhi  dentro  i  quali  ci  sono  speranze,  preoccupazioni,  stanchezza,  affetti,  dolori, aspettative,  e  poi  decidere  cosa  prepareremo  per  cena,  farci  una  camminata  in  un  parco, andare  a  trovare  un  amico  che  sta  morendo,  affrontare  un  figlio  che  non  vuole  più  andare a  scuola,  sentire  il  rumore  dei  nostri  passi  sulla  ghiaia,  respirare  l’aria  fredda  e  limpida  di gennaio,  partire  per  una  terra  lontana  e  sconosciuta,  decidere  la  dispotu sei un bene per mesizione  delle  piante in  salotto,  appendere  un  quadro,  visitare  una  mostra,  guardare  la  partita  con  qualche amico,  accettare  in  modo  umano  la  notizia  che  presto  moriremo.   Potranno  portarci  via  tutte  queste  cose,  ma  perché  questo  accada  dovremo  averle  ancora con  noi,  non  averle  già  buttate  via.  Spesso  penso  al  fatto  che  siamo  noi  i  primi  a  gettare alle  ortiche  questa  vita  buona,  in  nome  di  qualcosa  che  ci  pare  istintivamente  più appagante,  mentre  stiamo  solo  rifiutando  la  fatica  e  la  responsabilità  che  una  vita  buona comporta.   Certo,  come  dice  Eliot,  il  sangue  scorrerà  nuovamente  sui  gradini  del  Tempio,  ma  perché questo  accada  bisogna  prima  costruire  il  Tempio.   La  faccia  del  nostro  mondo  è  destinata  a  cambiare  profondamente.  Ma  chiunque  venga  al nostro  posto,  dovremmo  potergli  dire:  chi  ci  ha  preceduto  ha  lavorato  secoli  e  secoli  per farmi  comprendere  che  il  valore  della  tua  vita  non  è  nelle  mie  mani,  perché  nemmeno  il mio  è  nelle  mie  mani.  Anche  se  adesso  mi  uccidi,  non  lo  dimenticare.  Tutto  è  gratis, ognuno  di  noi  è  un  dono:  per  questo  tu  sei  un  bene  per  me.  Spero  che  anche  tu  un  giorno lo  possa  ripetere,  o  se  non  tu  almeno  i  tuoi  figli,  o  i  figli  dei  tuoi  figli.

 

Luca Doninelli, Scrittore

Domenica 21 agosto 2016 17.00

https://www.meetingrimini.org/default.asp?id=673&item=6562

Terre d’origine

“Le terre d’origine sono belle perché sono lontane.. Allora il ricordo si riempie di nostalgia, di pensieri commossi. Ma quando devi lasciare la tua vera terra, quella dove sei cresciuto, allora dovunque tu vada ti senti in una prigione angusta e insopportabile. Tutti hanno bisogno di un paese da rimpiangere. È una ruota di scorta. Un sogno. Un’illusione. Un incantesimo che svanisce a contatto con la realtà.”

(Donna d’onore, Sveva Casato Modigliani)

Variazioni sulla caprese

Questa2019.04.12.Variazione-sulla-Caprese.jpg alternativa all’insalata Caprese tradizionale va molto forte qui in famiglia, specialmente quando il basilico non c’è o non è di stagione.

Mi raccomando di salare solo le fette di pomodoro!

Una volta composto il piatto spolverare con origano la parte dei pomodori e della mozzarella e irrorare di olio EVO.

Consiglio inoltre di preparare questo antipasto con un po’ di anticipo così che la mozzarella venga a temperatura ambiente e il tutto si insaporisca.

Pregiudizio autodenigratorio

orologio Laura - ritagliato

(L’italiano) non riconosce come italiano tutto ciò che è preciso, puntuale, efficiente. Precisione, puntualità ed efficienza sono dalla generalità degli italiani considerate qualità a loro estranee o, a voler salvare qualcosa, allogene.

(Da L’affaire Moro, di Leonardo Sciascia, in 4 inchieste di Leonardo Sciascia, edizione Club del libro, pag.281)

Inquisizione

“Oggi l’inquisizione – l’Inquisizione, L’INQUISIZIONE – è dedita alla distruzione della memoria: sia sotto la forma e procedura della vera e propria Inquisizione, sia sotto la forma di un presente totalizzante e totalitario che si presenta con tale abbondanza e inesauribile concatenazione di beni (di mali) d’uso e di consumo, e generando una tale abbondanza e inesauribile concatenazione di insoddisfazioni da non lasciare spazio alcuno alla memoria e adoperandosi a corromperla là dove sopravvive.”
 
 Leonardo Sciascia, Il teatro della memoria, in 4 inchieste di Leonardo Sciascia, Einaudi, 1981,p. 31

San Valentino?

2019.02.14.San Valentino

Quando s’eleva il cuore

All’amoroso dono,

Non più s’inventan gli uomini, ma sono.

(Clemente Rebora, Frammento XIII)

 

 

Commenta Luigi Giussani: «Quando il cuore si eleva a percepire che tutto è dono, quando fa tale scoperta, allora gli uomini non s’inventano più, non inventano più se stessi, non si fingono, non debbono immaginarsi, ma finalmente sono».

 

(L. GIUSSANI, Il dramma di Clemente Rebora, in Le mie letture, BUR, Milano 1996, p. 57)

L’io in azione

C’è un punto della vita in cui davvero non possiamo barare, neanche con noi stessi. Ed è il lavoro. Non solo perché è lì che passiamo gran parte del nostro tempo. È che […] il nostro vero «io» si coglie soltanto mentre ci sorprendiamo «in azione», emerge dall’impatto con la realtà. Non nelle idee, nei progetti, nelle immagini che abbiamo di noi; ma quando siamo all’opera, impegnati con ciò che abbiamo davanti. E il lavoro è uno dei punti più caldi, […] fa emergere di che pasta siamo fatti, su cosa poggiamo i piedi, quali criteri ci guidano.

(Editoriale Tracce, febbraio 2017)

Età avanzata

Cosa si può imparare in età avanzata […]?

Imparare si può sempre. Primo, bisogna continuare a imparare che cosa ci dice la fede in questo nostro tempo. E poi si deve imparare ad essere più umili, più semplici, disposti a soffrire e ad avere il coraggio di opporre resistenza. D’altra parte, anche a essere aperti e pronti ad andare avanti.
 
Da Ultime conversazioni, Benedetto XVI, a cura di Peter Seewald, Garzanti, 2016, pag.221-222.

Cosa impara dallo stare in classe?

Quello che è meraviglioso nell’insegnamento è vedere come – grazie all’incontro che un professore può proporre, malgrado tutti i suoi limiti – gli alunni possano scoprire se stessi. La più bella esperienza è quella di una fecondità, di ciò che io chiamo “mediazione” che costituisce la cultura e che ci permette di aprire gli occhi sulla nostra vita e sulla nostra libertà. Senza mediazione non si sviluppa l’umano. È attraverso l’incontro con ciò che un altro ti trasmette che compi la tua umanità. E siamo tutti su questo cammino. Non è che crescendo non si ha più bisogno di mediazione: incontrarsi e scoprirsi è possibile solo tramite questa esperienza, proprio perché paradossalmente ci fa uscire da noi stessi.

La vita ha un senso e questo senso merita di essere svelato: ricerca e svelamento sono un atto della ragione con una propria autonomia.

Se si riprende coscienScuolaza ogni giorno del valore dell’insegnamento si riparte entusiasti.

Spesso mi chiedo come mai mi faccio pagare. Dovrei pagare io per vivere questa esperienza…

Tutte le crisi – e la crisi di identità della Francia di oggi è la più profonda della sua storia – sono momenti privilegiati, perché si arriva per forza a un bivio del cammino. […] La fortuna di una crisi è che fa apparire il problema nel suo insieme radicale.

Al desiderio di voler trasmettere risponderà sempre il desiderio, la sete di imparare.

François-Xavier Bellamy,  (da Tracce, settembre 2016)https://i0.wp.com/www.liberte-scolaire.com/wp-content/uploads/2012/06/2012-06-FXBellamy2.jpg?resize=118%2C119&ssl=1

https://it.clonline.org/storie/incontri/2016/09/07/eredi-e-liberi